L'intervento per cataratta con lenti "premium"
Nell'articolo relativo alla cataratta, è riportato cos'è e come viene ripristinata chirugicamente la trasparenza visiva perduta.
In sintesi, per migliorare la condizione visiva, è necessario asportare il cristallino (la lente naturale presente all'interno dell'occhio) e sostituirlo con una piccola lente intraoculare (IOL).
Come avviene la correzione dei difetti visivi?
La lente intraoculare (IOL) è una microprotesi dotata di qualità ottiche e tecnologie costruttive peculiari che permettono di ottenere degli effetti sul recupero visivo che si aggiungono all'obiettivo di base che è il ripristino della trasparenza visiva compromessa dalla cataratta.
Oltre la cataratta, la maggioranza degli occhi ha, infatti, dei difetti visivi legati all'ipermetropia, all'astigmatismo o alla miopia che possono - in base all'entità e a come si combinano tra loro - determinare una riduzione visiva più o meno marcata per lontano e per vicino. In più, dopo i 60 anni, l'occhio perde la capacità di mettere a fuoco da vicino (presbiopia). Globalmente, tali difetti visivi vengono definiti difetti rifrattivi.
Nel momento in cui si opera la cataratta, è possibile andare a correggere anche i difetti rifrattivi utilizzando delle particolari lenti intraouculari (IOL premium), talvolta prodotte su misura per il singolo paziente.
Nel tempo i produttori hanno sviluppato IOL premium concepite con tecnologie diverse, ciascuna capace di impattare otticamente in maniera diversa. Ad oggi le lenti premium che trovano maggior impiego sono:
IOL MULTIFOCALI
Nascono per migliorare la visione da lontano e da vicino e, talvolta, anche intermedia sfruttando il meccanismo della diffrazione. In pratica il fascio di luce che entra nell'occhio è diviso otticamente (diffratto) mediante una griglia di anelli concentrici che crea più punti focali contemporaneamente sul piano retinico. E' la corteccia cerebrale (il cervello) del paziente che seleziona di volta in volta l'immagine più nitida in base alla circostanza operativa.
Pro: maggiore indipendenza dagli occhiali
Contro: possibili aloni, glare notturno, riduzione del contrasto in certe condizioni - parte del fascio luminoso non sarà a fuoco e questo può creare questi fastidi, soprattutto di notte
Quando sono ideali?
Se il paziente è molto motivato, non ha patologie oculari associate ed è disposto ad accettare eventuali aloni periferici.
Quando non sono indicate?
Sebbene si tratti di controindicazioni relative, vanno evitate in caso di maculopatia, grave occhio secco, in pazienti che lavorano di notte (es. autisti)
